Mal di schiena ACUTO: come gestirlo, secondo la Ricerca Scientifica
- Fis. Patrizia Taccone

- 30 gen
- Tempo di lettura: 8 min
Aggiornamento: 3 giorni fa

Come gestire al meglio il mal di schiena in fase acuta, secondo le più recenti evidenze scientifiche
Prima di tutto è bene fare alcune precisazioni.
Numeri alla mano, la ricerca scientifica suggerisce che il 99% di tutti i casi di mal di schiena acuti non richiedono trattamento medico urgente e che, con una corretta gestione del dolore, si risolvono spontaneamente nel giro di qualche settimana. Tuttavia, è sempre bene rivolgersi al proprio medico per una corretta gestione della problematica.
Il 90% di tutti i casi di mal di schiena vengono etichettati come “non specifici” ovvero non attribuibili a cause ben specifiche. Nella stragrande maggioranza dei casi, il dolore tende a migliorare già nell'arco di qualche giorno/settimana.
Il 10% restante dei casi, inquadrati come mal di schiena specifici, sono rappresentati dai quadri di stenosi spinale e radicolopatia (volgarmente nota anche con il termine "sciatalgia").
In questi casi il dolore si irradia alla coscia e/o alla gamba, ed è comunemente esacerbato dai movimenti in flessione. La causa è spesso e volentieri attribuibile da una patologia del disco intervertebrale, come l'ernia discale.
Nulla di cui preoccuparsi però, dal momento che, con una corretta gestione del dolore, si registra un netto miglioramento già nell'arco delle prime 6-12 settimane.
Il dolore da radicolopatia, irradiato alla coscia e/o alla gamba, è comunemente noto con il termine di sciatalgia, seppur la terminologia sia imprecisa. La maggior parte delle ernie discali avvengono a livello di L5-S1, causando compressione e/o infiammazione delle radici nervose che costituiscono il nervo sciatico, responsabile dell'innervazione motoria e sensitiva della parte posteriore e laterale della coscia e della gamba. Tuttavia, la radicolopatia può localizzarsi anche a livello delle prime vertebre lombari, interessando le radici che compongono il nervo femorale, deputato all'innervazione della zona anteriore della coscia.

La sintomatologia, quindi, si risolve spontaneamente nella stragrande maggioranza dei casi, a patto che ci sia una corretta gestione del dolore.
Ma allora, cosa fare per gestire al meglio il mal di schiena in fase acuta e favorire il processo di guarigione?
Mal di schiena acuto e come gestirlo
Ecco cosa suggerisce la scienza, per la gestione del mal di schiena in fase acuta.
Riposo vs Attività
Uno o due giorni di riposo a letto possono essere appropriati in caso di lombalgia acuta. Tuttavia, è importante sottolineare che il riposo è "a causa" del dolore e non "per" il dolore.
Una lombalgia molto “attiva/irritata” può richiedere un approccio più deciso alla gestione del dolore, guidato dalle tue preferenze (manipolazioni, terapie fisiche/strumentali, farmaci), per consentire una ripresa più precoce delle attività quasi normali.
Farmaco SI / Farmaco NO?
Le linee guida evidence-based del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) suggeriscono di:
considerare i FANS per via orale (alla dose efficace più bassa e per il periodo di tempo più breve possibile) per la gestione del dolore lombare, tenendo conto delle potenziali differenze di tossicità gastrointestinale, epatica e cardio-renale, nonché dei fattori di rischio della persona, inclusa l’età.
Considerare gli oppioidi deboli (con o senza paracetamolo) per la gestione del dolore lombare acuto solo se i FANS sono controindicati.
Considerare le iniezioni epidurali di anestetico locale e corticosteroidi nelle persone con sciatalgia acuta e severa
Le linee guida concludono promuovendo l'esercizio terapeutico, in abbinamento a terapia manuale e, in presenza di traumi emotivi e/o fattori psicosociali, a terapie psicologiche come la terapia cognitivo comportamentale.
Le Danish Guidelines suggeriscono che: i farmaci antidolorifici da banco, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) su prescrizione e le manipolazioni sono tutti raccomandati per il controllo del dolore. Le modalità elettroterapiche, i miorilassanti, gli esercizi McKenzie, l’agopuntura e le iniezioni epidurali (per dolore sciatalgico) sono opzioni facoltative. I sedativi, le iniezioni epidurali per il dolore lombare e la chirurgia nella fase acuta (ad eccezione della sindrome della cauda equina) sono invece sconsigliati.
I test diagnostici strumentali sono necessari?
Anche qui la scienza è chiara: il dolore è scarsamente correlato al danno strutturale e, pertanto, le tecniche di diagnostica per immagini poss, a meno che:
si è notata una evidente perdita di forza e/o sensibilità nell'ultimo periodo;
non ci sono stati miglioramenti del dolore in 3 mesi di trattamento conservativo;
viene prescritta dal proprio medico, perché c'è il sospetto di patologia di altra natura.
L'ernia del disco è sorprendentemente comune in persone senza dolore (asintomatiche), rappresentando spesso un reperto normale dell'invecchiamento piuttosto che una causa diretta di dolore. Studi indicano una prevalenza del 30% nei ventenni, che sale ad oltre il 43% negli ottantenni.
Evitare le riacutizzazioni (Flare-ups)
Riposare in una posizione di semi-trazione è spesso efficace nel ridurre il dolore.

Le posture statiche protratte sono potenziali fattori di sensibilizzazione per la schiena e vanno pertanto evitate.
La seduta prolungata è nota come un comune fattore aggravante nei soggetti con dolore lombare intollerante alla flessione. I pazienti in fase acuta non dovrebbero rimanere seduti per più di 20 minuti senza effettuare una “micro-pausa”.
Esempi di micro-pause
Posizione di scarico di Brügger (A e B): si esegue rilassando le braccia lungo i fianchi, supinando completamente gli avambracci, abducendo completamente le dita e poi espirando attivamente come se si cercasse di far tremolare la fiamma di una candela senza spegnerla.
Allungamento delle braccia sopra la testa in stazione eretta (C e D): si esegue portando delicatamente le braccia sopra la testa, inspirando profondamente e trattenendo il respiro, quindi allungando le braccia il più possibile verso l’alto e mantenendo la posizione.

È stato dimostrato che, nei programmi di esercizi da seduti, come le bascule pelviche, le contrazioni dei muscoli glutei e gli spostamenti di carico da un lato all’altro, eseguiti regolarmente, aiutano a ridurre la percezione di rigidità lombare nei lavoratori d’ufficio. In sintesi, non esiste una postura perfetta valida per tutti e le raccomandazioni ergonomiche devono essere formulate sulla base delle caratteristiche individuali di ciascun paziente.
In particolare, sedersi in posizione incurvata in avanti (seduta anteriore) aumenta la pressione discale ed è particolarmente sconsigliata in caso di radicolopatia con sciatalgia (dolore postero-laterale alla coscia e alla gamba) o cruralgia (dolore anteriore alla coscia). La seguente tabella (Tabella 1) rappresenta un esempio di raccomandazioni ergonomiche per i pazienti con dolore lombare intollerante alla flessione.

Riposo
Quando riposi, ti consiglio di usare dei cuscini sotto o tra le ginocchia.

Il collo può essere facilmente irritato da posizioni di sonno scorrette. Mantenere la lordosi cervicale è fondamentale. Evita sia cuscini troppo alti e/o duri (C), sia modelli troppo bassi e/o morbidi (B).

Utilizza un materasso idoneo, che non sia né troppo duro, né troppo morbido per favorire il tuo corretto allineamento vertebrale (Leggi il mio articolo Mal di schiena: materasso DURO o MORBIDO? per saperne di più).
Attività quotidiane
La mattina è considerata un momento più vulnerabile per la colonna vertebrale. Reilly et al. hanno dimostrato che il 54% della perdita di altezza del disco (contenuto d’acqua) avviene nei primi 30 minuti dopo essersi alzati. Le sollecitazioni sul disco durante la flessione aumentano del 300% e quelle sui legamenti dell’80% al mattino. Evitare la flessione mattutina è stata dimostrata come una strategia efficace durante il recupero da lombalgia acuta.
Per alzarsi dal letto è preferibile rotolare sul fianco e poi spingere il corpo verso l’alto dalla posizione laterale, evitando torsioni o flessioni della colonna, piuttosto che sedersi direttamente per alzarsi dal letto.
Molte attività quotidiane implicano piegamenti, che possono aggravare la colonna sensibilizzata: sedersi o alzarsi da una sedia, un’auto o un letto. È importante proteggere la colonna piegando le anche invece della schiena.
Correzioni biomeccaniche semplici possono ridurre notevolmente il carico sulla colonna. Lo sforzo lombare durante lo spazzolamento dei denti può essere ridotto appoggiando una mano sul piano del lavabo o utilizzando un poggiapiedi. Lo sforzo aumenta piegandosi in avanti dalla vita.
Quando ci si lava il viso, è importante accovacciarsi piegando le anche invece di chinarsi in avanti dalla vita.
Quando ci si mette i calzini o si allacciano le scarpe, è ideale portare il piede su una superficie più alta e poi piegare le anche. Se il piede non può essere sollevato, è comunque possibile piegare le anche invece di incurvare la schiena, avvicinandosi al bordo di uno sgabello o di una sedia.
Quando si cambia un bambino, la cosa più importante è avere un fasciatoio ad altezza corretta. Se è troppo basso, piegarsi sarà inevitabile.
Quando si trasportano oggetti, tenerli sempre il più vicino possibile al petto per ridurre il braccio di leva. Se non è possibile, è comunque possibile mantenere la lordosi.
Quando si solleva una borsa con manico, evitare di sollevare le spalle o inclinarsi lateralmente, permettendo invece ai muscoli delle dita di sostenere la borsa. Questo riduce lo sforzo a collo, spalle e parte bassa della schiena.
Spingere un passeggino o un carrello può provocare sforzi a livello lombare, dorsale o cervicale se le maniglie sono troppo basse.
Quando si sposta un oggetto su ruote come un carrello, è più facile mantenere una buona postura della colonna eretta e generare forza spingendo piuttosto che tirando.
Sedersi in auto può sovraccaricare collo o lombare. La chiave è mantenere una leggera lordosi. Un buon supporto lombare e/o un cuneo da seduta sono utili per facilitare la lordosi.
Sollevare pesi
Sollevare oggetti è un’attività comune della vita quotidiana e una richiesta frequente sul lavoro. Questo comporta un carico elevato sulla schiena e può essere un movimento sensibilizzante per chi ha una colonna intollerante alla flessione. Tuttavia, esistono indicazioni specifiche sulle modifiche delle attività che possono ridurre il rischio di sforzo lombare durante il sollevamento. Alcuni consigli tradizionali, come “sollevare con le gambe, non con la schiena”, sono stati aggiornati alla luce di un crescente corpo di ricerche biomeccaniche. I consigli moderni sul sollevamento si concentrano su due componenti principali:
Mantenere una leggera lordosi lombare durante il sollevamento.
Evitare di sollevare oggetti in determinati momenti della giornata, ad esempio al mattino appena svegli o dopo essere stati seduti a lungo (es. 30 minuti).
La tecnica di sollevamento è importante, ma ciò che può essere ancora più significativo è il momento in cui si solleva. Il rischio di infortunio durante attività di piegamento in avanti aumenta nelle prime ore del mattino.
Per concludere...
Se ti sei "bloccato" con la schiena, avvisa il tuo medico. Un breve periodo di attività limitata o anche di riposo può essere necessario purché il riposo venga prescritto a causa del dolore, e non per il dolore.
Il prima possibile, e a seconda dei fattori che aggravano o alleviano il dolore, dovresti iniziare a riprendere attività leggere come camminare o eseguire alcuni esercizi di mobilità lombare come quello "del gatto". In generale, ogni movimento che non provoca dolore deve essere incoraggiato. Se ti è stata diagnosticata una radicolopatia, gli esercizi in estensione possono aiutare ad alleviare la sintomatologia. Tuttavia, è sempre bene che ti affidi ad un fisioterapista per una riabilitazione precoce ed accurata.
Alcune linee guida internazionali sulla gestione del dolore consigliano l'utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per il trattamento del dolore lombare in fase acuta. Tuttavia, è sempre bene discuterne con il proprio medico ed, eventualmente, anche con il proprio farmacista.
Puoi evitare di sottoporti a test diagnostici strumentali, salvo i casi in cui: sono stati prescritti dal tuo medico, il dolore è peggiorato sensibilmente nell'arco dell'ultimo periodo, il dolore non è migliorato nel giro di diverse settimane, hai notato perdita di sensibilità e/o forza nell'ultimo periodo.
Evitare di mantenere posture prolungate come lo stare seduti, flettersi in avanti al mattino, raccogliere pesi piegando le anche invece che la schiena, e trasportare pesi vicino al corpo sono alcuni dei tanti consigli che ti ho presentato in questo articolo. Mettili subito in pratica, sii positivo e concedi il giusto tempo al tuo corpo per poter guarire.
Per ultimo, ma non meno importante, cura il tuo riposo notturno.
Poni dei cuscini sotto e tra le ginocchia, e dormi su cuscini e materassi che ti aiutino a mantenere il corpo in asse, con colonna vertebrale in equilibrio e muscoli completamente rilassati.
Mai come in casi come questo, dormire bene è fondamentale: un sonno di qualità supporta il processo di guarigione, riduce le tensioni muscolari e contribuisce a farti sentire meglio, risveglio dopo risveglio.
👉 Migliora il tuo riposo in maniera tecnica e sicura: trova il sistema di riposo giusto per te con la fisioterapista Patrizia Taccone. Scrivici su Whatsapp al numero 0803210591 e prenota un appuntamento in negozio in Via Padre Andrea Scalimoli 27, a Castellana Grotte.


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